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Salve, oggi ti propongo questo articolo trovato sul sito http://psiche.org.
E' secondo me molto interessante in quanto spiega attraverso il meccanismo della proiezione, come il fastidio o l'irritazione che si possono avere nei confronti di alcune persone, siano in realtà contenuti personali che vengono visti nell'altro.
Prova a leggerlo, magari è un occasione per capire meglio te stesso...

 

 

Vi è mai capitato di vedere una persona ed immediatamente, pur non conoscendola, provare antipatia o irritazione? Oppure sul posto di lavoro avere quelle due o tre persone che proprio non riuscite a sopportare? Perché succede questo? Ovvio direte voi, perché hanno specifici comportamenti che non sono in sintonia con il nostro modo di essere. 
Forse questo è vero ma solo in superficie, infatti la causa del nostro fastidio non può mai essere un evento oggettivo esterno, per due principali motivi:
  1. Spesso la stessa situazione da fastidio a una persona e non a un’altra;
  2. Anche se cambiano le condizioni esterne, noi continuiamo a provare lo stesso fastidio. Pensiamo al rapporto di coppia, quando si cambia partner e con quello nuovo riproviamo gli stessi fastidi; oppure quando cambiamo posto di lavoro ed incontriamo le stesse situazioni che non ci vanno bene.
Secondo la Legge dello Specchio, il mondo con cui ci confrontiamo non è altro che un riflesso del nostro modo di essere interno; ciò significa che assume rilevanza solo ciò che è già dentro di noi, che è conosciuto in quanto affine o problematico. La Legge dello Specchio agisce secondo tre linee principali:
  1. Ci dà fastidio ciò che siamo: Se ci dà fastidio l’aggressività è perchè abbiamo aggressività al nostro interno, e, se ci osservassimo con cura, troveremmo che in alcune occasioni della nostra vita essa inevitabilmente si manifesta. Se ci infastidisce chi non ha rispetto, chiediamoci in quali occasioni NOI non abbiamo rispetto, perché se la mancanza di rispetto non fosse già dentro di noi, non ci darebbe tanto fastidio. La nostra aggressività repressa ci fa odiare chi è aggressivo e il nostro desiderio sessuale represso ci fa odiare chi, secondo noi, ha un comportamento sessuale troppo liberale.
  2. Ci dà fastidio ciò che vorremmo essere: alcune persone ci infastidiscono per il semplice motivo che vorremmo essere come loro ma non possiamo. Ci dà fastidio chi ha tanti soldi perché magari vorremmo essere come lui, ci dà fastidio chi tradisce il partner perché magari vorremmo fare la stessa cosa, ci dà fastidio chi non rispetta le regole perché anche noi vorremmo trasgredirle, ma non abbiamo il coraggio di farlo.
  3. Ci dà fastidio ciò a cui abbiamo rinunciato o ci è stato sottratto: ci dà fastidio, per esempio, ciò a cui abbiamo dovuto rinunciare da piccoli: i nostri genitori non ci compravano mai giocattoli quindi ora critichiamo i bambini moderni che hanno tutto quello che vogliono. I nostri genitori erano poco affettuosi con noi, quindi ora ci infastidiscono o ci fanno sentire in imbarazzo quelle coppie che, secondo noi, si accarezzano troppo o si baciano troppo a lungo in pubblico.
Inoltre entriamo in risonanza con quelle persone che possiedono degli aspetti complementari ai nostri: la persona gelosa attira un partner che la tradisce, chi è attaccato al denaro attrae il ladro che gli fa vedere il suo attaccamento. Il nostro fastidio attira per Legge di Risonanza situazioni e persone che lo fanno emergere e ci permettono di osservarlo. Ciò vuol dire che risuoniamo solo con le persone che riflettono alcuni nostri aspetti interiori, e che ci danno fastidio proprio perché fanno emergere quelle “zone buie” che di norma preferiamo non vedere e releghiamo nel subconscio. Tutte quelle parti di noi che vengono “spinte sul fondo” e nascoste alla luce della coscienza, riemergono in modo bizzarro: le condanniamo negli altri.
Della Legge dello Specchio, ne parlò anche Jung, uno dei maggiori psicoanalisti del 900, alla quale si riferisce con il termine “proiezione” che definisce come un trasferimento inconscio dei propri elementi psichici su un oggetto esterno. L’individuo vede in questo oggetto qualcosa che non c’è o c’è solo in piccola parte. Talvolta nell’oggetto non è presente nulla di ciò che viene proiettato. Non sono soltanto le qualità negative di una persona a essere proiettate all’esterno ma anche quelle positive. La proiezione di queste ultime genera una valutazione e ammirazione eccessive, illusorie e inadeguate dell’oggetto. Ovviamente c’è sempre un “gancio” che ci invita a compiere la proiezione; una particolare qualità imperfetta degli altri attiva alcuni aspetti del nostro io che rivendicano la nostra attenzione.
Tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi (Carl Gustav Jung)
Ciò che proiettiamo, se non lo possedessimo anche noi, non potremmo riconoscerlo nemmeno negli altri, infatti si riconosce solo ciò che si conosce.
Vuoi approfondire la conoscenza di te stesso? Fai questo piccolo esercizio: osserva durante la giornata tutto ciò che ti crea molto fastidio e chiediti se non risuona in primis con qualcosa che già è presente in te.


BIBLIOGRAFIA:
Simboli della Trasformazione,  C.G.Jung. Edizioni Bollati Boringhieri
Illumina il tuo lato Oscuro, Debbie Ford. Macro Edizioni 2012
Risveglio, Salvatore Brizzi. Anima Edizioni

Dr. Matteo Mentuccia

Dr. Matteo Mentuccia, psicologo, mental coach e psicoterapeuta

Sono un Mental Coach, Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Dinamico Integrato, iscritto all'ordine degli psicologi del Lazio (n° iscrizione 20283), svolgo la libera professione a Colleferro e a Roma.

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