Contattami all'indirizzo » matteo.mentuccia@psycoaching.eu

Oggi ti propongo un articolo scritto dalla Dott.ssa Carlotta D'Acquarone che parla di come la gratitudine influenza l'invidia.















Quando si riceve un regalo o un qualcosa che non è stato guadagnato, meritato o atteso, una tipica risposta emotiva è la gratitudine (Emmons & McCullough, 2003). McCullough e colleghi (2001) hanno tentato di concettualizzare la gratitudine concludendo che quest’ultima svolge la funzione di rinforzo morale: le persone tendono ad essere grate in risposta a benefici che apprezzano e che sono forniti loro intenzionalmente da parte di un benefattore ad un certo costo. Inoltre, tali benefici, per generare maggiore gratitudine devono essere offerti gratuitamente, piuttosto che obbligatoriamente, e implicare quindi gentilezza piuttosto che interesse personale.
In aggiunta, la gratitudine prevede un elevato grado di consapevolezza delle cose buone che accadono poiché riconoscere e sentire l’impatto positivo che gli altri hanno sul nostro benessere fornisce una chiara indicazione del valore di determinate relazioni e mostrare gratitudine può aumentare le possibilità che un benefattore agisca di nuovo gentilmente in futuro.

Con lo sviluppo della psicologia positiva, la gratitudine ha attirato una significativa attenzione in quanto è un’emozione positiva indotta da esperienze positive (Froh et al., 2011). Gli effetti positivi della gratitudine sono numerosi, tra cui quello di promuovere la felicità e migliorare la salute fisica e mentale (Zhang & Hou, 2010). Inoltre sembra che le persone che sperimentano maggiore gratitudine abbiano la possibilità di concentrarsi su quanto di bello accade nella loro quotidianità e abbiano, di conseguenza, una visione più positiva della vita. Alla luce di ciò, è possibile affermare che una delle principali funzioni della gratitudine è quella di inibire le emozioni negative (Wood et al., 2008).

L’invidia, al contrario, è un’emozione negativa spesso causata da un confronto sociale che provoca comportamenti immorali e si manifesta con senso di inferiorità, ostilità e risentimento (Takahashi et al., 2009). Diversi risultati della letteratura hanno trovato una correlazione positiva tra invidia e sintomi che indicano una compromissione della salute mentale (Xiang et al., 2019), con problematiche a livello personale e sociale. Alcuni studi hanno dimostrato che la gratitudine può influenzare l’invidia, in quanto le persone con alti livelli di gratitudine sono più propense a concentrarsi su ciò che hanno e sperimentano livelli inferiori di invidia; coloro che provano invidia sono invece concentrati nel notare quando gli altri hanno qualcosa che a loro manca. Wood, Joseph e Linley, in uno studio del 2007, hanno esplorato il ruolo della gratitudine di stato, un sentimento emotivo immediato e duraturo prodotto quando le persone ricevono favori. I risultati dello studio mostrano che in situazioni di stress elevato le persone con alti livelli di gratitudine di stato, esprimendo emozioni più positive, sono propense ad utilizzare strategie di coping più funzionali e positive.

Una delle situazioni stressanti menzionate è il confronto con coloro che hanno un ruolo sociale più elevato, il quale spesso può portare a provare invidia. Sembra infatti che in queste occasioni le persone con elevata gratitudine di stato sappiano regolare le emozioni negative e mostrare maggiormente quelle positive, focalizzandosi sulla possibilità che l’altro possa influenzarle positivamente anziché concentrarsi su ciò che l’altro ha più di loro. Inoltre, uno studio di Lv e Zhou (2019), ha mostrato come una maggiore gratitudine possa anche migliorare la propria autovalutazione di base diminuendo l’invidia del confronto sociale. Anche la gratitudine di tratto, che è concettualizzata come un tratto di personalità che apprezza e si concentra sugli aspetti positivi della vita (Wood et al., 2010) sembra avere un’influenza diretta sull’invidia; Fredrickson nel 2004 ha proposto la teoria dell’ampliamento e della costruzione delle emozioni positive secondo la quale il tratto di gratitudine può ampliare le mappe cognitive e aiutare le persone a costruire risorse positive. L’autostima, per esempio, è spesso costruita anche grazie alla gratitudine di tratto che aumenta i giudizi positivi degli individui su sé stessi, sugli altri e sul mondo (Wood et al., 2010). Siccome un danno alla propria autostima può essere considerato anch’esso motivo di invidia verso gli altri, una maggiore autostima può quindi contribuire a ridurre l’invidia situazionale.

Uno studio di Mao e colleghi del 2021 aveva come obiettivo quello di verificare l’effetto inibitorio della gratitudine di stato e della gratitudine di tratto sull’invidia situazionale. Sulla base della teoria del coping e della teoria dell’allargamento e della costruzione delle emozione positive, gli autori hanno ipotizzato che la gratitudine di stato inibisse l’invidia situazionale e che la gratitudine di tratto inibisse l’invidia situazionale attraverso il ruolo di mediazione della gratitudine di stato. 326 studenti universitari hanno completato il Gratitude Questionnaire (GQ-6; McCullough et al., 2002) per misurare i punteggi dei partecipanti sull’intensità, la densità di frequenza e l’ampiezza della gratitudine e la Dispositional Envy Scale (DES; Smith et al., 1999) per misurare la frequenza con cui hanno sperimentato l’invidia nella vita quotidiana. I risultati mostrano una significativa correlazione negativa tra gratitudine e invidia: la gratitudine di stato inibisce l’invidia situazionale; inoltre la gratitudine di stato gioca un ruolo di mediazione parziale tra la gratitudine di tratto e l’invidia situazionale.

Come ipotizzato, sembrerebbe quindi che le persone con alti livelli di gratitudine adottino strategie positive nel confronto sociale inibendo emozioni negative come l’invidia e concentrandosi su ciò che i coetanei di successo possono dare loro piuttosto che su quello che non hanno. Lo studio fornisce quindi alcune indicazioni sull’importanza dell’educare i ragazzi a coltivare la gratitudine in quanto può facilitare una più rapida integrazione nella società adulta, aiuta ad affrontare situazioni stressanti e accresce la capacità di risolvere problemi e inibire emozioni negative come l’invidia (Froh et al., 2010).

Dr. Matteo Mentuccia

Dr. Matteo Mentuccia, psicologo, mental coach e psicoterapeuta

Sono un Mental Coach, Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Dinamico Integrato, iscritto all'ordine degli psicologi del Lazio (n° iscrizione 20283), svolgo la libera professione a Colleferro e a Roma.

Dove mi trovi

Dr. Matteo Mentuccia
Mental Coach | Psicologo | Psicoterapeuta

Via Fontana dell'Oste, 62 - 00034 - Colleferro (RM)
Via Tocra, 7 - 00199 - Roma

349 6363834 | matteo.mentuccia@psycoaching.eu

P.IVA: 14127391002

Commenti recenti